E’ semplicemente vergognoso, a essere moderati, che il sito internet del Governo Italiano non riporti per esteso il decreto legge, cosidetto “Salva Italia”. Nella pagina che riporta la notizia del Consiglio dei Ministri del 4 dicembre 2011, alla cui conferenza stampa ha assistito la maggior parte dei cittadini italiani, manca infatti il testo completo del provvedimento. Attualmente si può consultare solo il titolo: http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=65675
Qualche settimana fa il Financial Times ha criticato il governo italiano per aver discusso in uno dei primi consigli dei Ministri “il gemellaggio con le isole Mauritius” e un provvedimento a salvaguardia delle vongole…
La mancata, o ritardata, pubblicazione dell’attuale manovra da 20 miliardi di euro è indice che l’attuale governo commette errori anche piccoli di forma, oltre a quelli di merito che abbiamo già indicato.
Tra le voci del decreto che presentano errori aggiungiamo:
- Mancata tassazione degli aeromobili delle grandi aziende tipo Fininvest, FIAT ed altre. Sia ben chiaro noi di eGazette siamo contrari a questa tassa, ma ci sembra ingiusto che il piccolo imprenditore che vola su un piccolo motore paghi 2 o 3 mila euro, mentre l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non paghi nulla per il suo Gulfstream V da 30 milioni di euro.
- Tassa sulle imbarcazioni: anche questa è un’imposta populista per tenere buoni i sindacati, peccato che abbia come unico effetto un cale delle vendite per il settore nautico, già in profonda crisi e un vantaggio per la nautica francese, le barche in leasing e immatricolate nella vicina Francia non pagano assolutamente nulla.
Ad ogni modo, proveremo a commentare meglio il decreto quando sarà pubblicato sul sito del governo
Sui giornali di oggi potete leggere nei dettagli la manovra economica che il governo Monti va a delineare per aggiustare i conti della nostra disastrata Italia. Come preannunciato sarà un manovra “lacrime e sangue”, ma avremmo preferito qualcosa di diverso.
Gli errori imperdonabili del Professore Mario Monti sono due:
1) l’aumento di nuove tasse ai soliti noti.
2) il divieto di pagare in contanti sopra i 1.000 euro.
In merito al primo punto vi riportiamo l’esempio piu’ eclatante. Google fattura in Italia con la pubblicità sul suo motore di ricerca poco meno di 1 miliardo di euro, parliamo di aziende italiane che fanno promozione a utenti/clienti italiani. Ebbene Google, in Italia, non paga un solo euro di tasse perchè fattura dall’Irlanda. Si è vero c’è l’Unione Europea, lo sa bene il Professor Monti e lo sappiamo bene tutti. Però l’attuale crisi non è dovuta ai piccoli artigiani, ai piccoli e medi imprenditori che faticano ad proseguire nella loro attività.
La crisi è dovuta a un sistema economico che favorisce espedienti, usati principalmente da aziende multinazionali, per non pagare, legalmente, le imposte quando dovute. E per il momento i provvedimenti del Professore non vanno a modificare questa dannona consuetudine.
Quanto al secondo punto vi portiamo un semplice esempio: un imprenditore russo vuole comprare un gioiello per la moglie di 2.500 euro, ha gia’ usato la carta di credito per altri acquisti e dispone solo di contanti.
Cosa ottiene il governo Monti? Un mancato acquisto, quindi riduzione del PIL e delle imposte pagate oppure la scelta per il commerciante di farsi pagare in contanti emettendo o meno lo scontrino fiscale.
Chi scrive è molto scarso in politica economica, ma ci permettiamo di affermare che questa manovra permetterà di sanare, solo in parte e solo nel breve termine, i conti dello Stato. I problemi che le aziende italiane stanno affrontando rimarranno gli stessi o, peggio, aumenteranno e i conti dello Stato si ripresenteranno più gravi e pericolosi di prima.
Questo il testo.
“Eccoci qui, sull’orlo del disastro economico e sociale, e in questa sala oggi abbiamo i quattro uomini che dovrebbero essere responsabili. Eppure abbiamo ascoltato i discorsi più insipidi e tecnocratici di sempre: state tutti negando.
“Ebbene e oggi siamo qui sulla soglia di un disastro finanziario e sociale, e oggi in questa sala abbiamo i quattro uomini che sono probabilmente i responsabili. Abbiamo ascoltato dei discorsi che più noiosi e tecnocratici che mi sia stata data la possibilità di ascoltare.
Voi siete tutti nella negazione.
In tutta boiettività l’euro è un fallimento sotto tutti i punti di vista. Chi esattamente è il responsabile? Evidentemente la risposta è: nessuno di voi. Perché nessuno di voi è stato eletto. Nessuno di voi ha avuto la legittimazione democratica necessaria per arrivare ai ruoli che state attualmente ricoprendo. E in questo vuoto è arrivata Angela Merkel.
Viviamo in un’Europa dominata dalla Germania, qualcosa che il progetto di Europa unita avrebbe dovuto effettivamente impedire. Qualcosa che chi venne prima di noi ha impedito, pagando con il suo sangue. Io non voglio vivere in un’Europa dominata dalla Germania e neanche i cittadini europei lo vogliono. Ma voi che lo avete permesso. Perché quando Papandreou decise di chiedere un referendum, lei signor Rehn parlò di ‘violazione della fiducia’, e i suoi amici si sono riuniti qui come un branco di iene, hanno circondato Papandreou, lo hanno cacciato via e rimpiazzato con un governo fantoccio. Che spettacolo ripugnante.
E non ancora soddisfatti, avete deciso che Berlusconi se ne doveva andare. Quindi fu desistuito e rimpiazzato con il signor Monti, ex commissario europeo, anch’esso architetto di questo eurodisastro. Un uomo che non era neanche membro del Parlamento. Diventa come un romanzo di Agatha Crhistie, dove cerchiamo di indovinare chi sarà il prossimo ad essere fatto fuori. La differenza è che sappiamo benissimo chi sono gli assassini: dovreste essere ritenuti responsabili per ciò che avete fatto. Dovreste essere tutti licenziati.
E devo dire, signor Van Rompuy, che 18 mesi fa, quando la incontrai per la prima volta, mi sbagliai sul suo conto. Dissi che avrebbe ucciso silenziosamente la democrazia degli stati-nazione, ma non è più così, lo sta facendo molto rumorosamente.
Lei, un uomo non eletto, è andato in Italia a dire: “Non è il momento di votare, è il momento di agire”. “In nome di Dio”, chi Le dà il diritto di dare lezioni al popolo italiano?”
Abbiamo trovato, su un social network, questo collage delle donne di Mario Monti, scusate delle donne presenti nel governo Monti in qualità di ministro, messe a confronto con le donne del precedente governo Berlusconi e non abbiamo resistito a pubblicarlo.
Dunque il governo tecnico Mario Monti ha avuto inizio, in queste ore si svolgono i discorsi del premier nelle aule del Parlamento dopodichè Monti avrà la fiducia, inizierà a governare e inizieranno anche i dolori per i cittadini italiani.
La maggior parte dei i giornali italiani ci ha presentato Mario Monti come il miglior economista presente in Italia e l’unico in grado di mettere a posto le disastrate casse dell’Italia. Poi però si scopre leggendo Libero News che negli ultimi 20 anni l’Università Bocconi, di cui Monti è stato prima Rettore, poi Presidente, è stata finanziata a fondo perso e cospicuamente dallo Stato italiano. Quindi si potrebbe affermare, senza tema di smentita, che l’unica attività lavorativa del Professore in Italia sia stata, come molti delle imprese italiane, eGazette inclusa, in perdita.
Girando sui blog e sui social network e qui crediamo che il Professore abbia poca dimestichezza, si legge invece che gli spettano già tre pensioni o rendite che dir si voglia. Non siamo a conoscenza di quali esse siano, ma proviamo a indovinare: 1) pensione di professore 2) stipendio di senatore, a vita tipo WinLife 3) stipendio di presidente del consiglio. Nel caso avessimo azzeccato e nel caso il Professore legga queste righe, ci dia un segno e cominci a tagliare da se stesso! Poi passiamo alle case degli italiani e agli esercenti commerciali che si sa evadono le tasse dalla mattina alla sera, salvo poi chiudere e lasciare spazio a centri commerciali e multinazionali che pagano le tasse in Lussemburgo.
Ad ogni modo il PD è in brodo di giuggiole, non gli par vero di aver visto Berlusconi dimissionario, senza praticamente aver fatto nulla. In realtà noi di eGazette pensiamo di sapere il “trait d’union” tra PD e il Professore, ma non riteniamo opportuno sverlarlo. Ci fa piacere che gli uomini del PDL, Berlusconi in primis, siano vigili sull’operato del Professore!
Speriamo non si facciano distrarre troppo dalle “loro donne”.
Nel giorno in cui Mario Monti annuncia di aver ottenuto il via libera, da parte dei maggiori pariti politici italiani, per la formazione del nuovo governo, la maggior banca italiana, Unicredit annuncia svalutazioni o perdite, chiamatele come volete, per la modica cifra di 10,6 miliardi di euro.
Che cosa significa questo? Ci piacerebbe saperlo, anzi ci piacerebbe che a redigere la parte politico-economica di eGazette fosse un esperto di economia, ma ciò non è possibile perchè eGazette, proprio come lo Stato italiano e banca Unicredit, è in perdita!
Con un piccolo particolare mentre la perdita di eGazette si attesta a poche decine di euro, avete letto bene decine di euro, quindi potremmo perderle all’infinito senza danni per nessuno, le perdite dell’Italia e di Unicredit di danni ne hanno fatti, ne fanno e probabilmente ne faranno.
Questa breve introduzione era per mostrarvi che non siamo immuni la principale peccato nazionale, la produzione di debito anche se nel nostro caso è tenuto sotto controllo.
Vediamo di capire qual è la situazione dello Stato Italiano.
Nell’articolo precedente c’eravamo lasciati andare a un po’ di dietrologia, in realtà a ben guardare il sito della Trilaterale, benchè commissionata da un Rockfeller, ci sembra un ente povero che poco ha prodotto in quaranta anni circa di studi. Potremmo sbagliarci, ma siamo convinti che non sia in quella sede il posto dove si sia formata la politica internazionale degli ultimi anni.
La situazione dell’Italia in pochissime parole vede un debito pubblico elevato e una decrescita della produzione nazionale.
Il problema è che se si cerca di ridurre la spesa pubblica, si riduce automaticamente la produzione, altrimenti chiamata PIL, creando sfiducia nell’economia italiana e procurando sfiducia negli investitori.
La magia che Monti si deve apprestare a fare, è ridurre il debito pubblico, favorendo gli investimenti in Italia e quindi aumentando la produzione. Come? Non ne abbiamo la più pallida idea e sinceramente ci rimettiamo nelle mani del Presidente della migliore università italiana.
Se poi riuscisse a non fare diventare cinese Unicredit, lo proponiamo alla Fondazione Nobel.
trilateral.org è questo il dominio di Mario Monti, o meglio della commissione di cui fa parte. Non chiedeteci cosa sia perchè non ne abbiamo la più pallida idea!
Leggeremo le loro idee come tutti voi, ma ci pare strano che nessun giornale ne abbia parlato, forse non conta nulla, forse è una specie di Rotary, solo un po’ più tecnico.
Cosa non ci piace di questa commissione. Intanto è a numero chiuso, quindi per nulla democratica, ha 40 anni di storia ma non dice nulla del lavoro fatto in tutti questi anni, secondo alexa.com ha un buon ranking, ma una popolarità di solo 800 link e come nazione in cui è molto popolare è indicata la Grecia, segno che probabilmente anche la politica greca, come quella italiana è stata condizionata da questa organizzazione.
Infine non ci piace il nome che si sono dati. Non trilaterale che vuol dire tutto e non vuol dire niente, bensì “commissione”. Una commissione è per noi un’organizzazione che riceve un incarico da un ente o comunque qualcuno più in alto che ne ha controllo, proprio come la più famosa Commissione Europea, in questo caso non sembrerebbe che qualcuno abbia dato incarico a queste personalità di formare la commissione “Trilaterale”, che commissione non è, ma una più semplice associazione.
Dopo il nostro breve articolo “Verso un Governo guidato da Mario Monti” c’eravamo stupiti del fatto che il nome a dominio mariomonti.it fosse ancora libero, dominio che è stato registrato da un cybersquatter (vedi definizione). Stupiti perchè pensavamo che presto l’avrebbe registrato il legittimo proprietari e poichè ritieniamo fondamentale per un politico, un commissario-funzionario europeo o comunque un professore avere un cancello di ingresso nella rete internet per presentarsi e presentare le proprie idee.
Mario Monti ha scelto, per il momento, di non farlo, probabilmente perchè si sente prestato alla politica e nella sua attività di governo o “semplice” Senatore a vita offrirà le proprie conoscenze di economia per una migliore amministrazione della cosa pubblica italiana.
Questo ci induce a fare alcune considerazioni. La prima è che quando si tornerà a votare Mario Monti non sarà uno dei candidati, ma potremmo assistere ancora una volta ad una partita tra Silvio Berlusconi e l’ennesimo candidato della sinistra.
In effetti se si guarda ai numeri, Silvio Berlusconi è il politico con il maggior numero di preferenze su Facebook. E’ vero che non conta nulla e che la maggior parte dei messaggi che passano sul principale social network sono di scherno o offesa nei suoi confronti, ma se si paragona al numero di preferenze degli altri politici o ai messaggi di sostegno nei loro confronti, il divario è abissale.
La seconda, triste, considerazione che si può fare è che vi potrebbe essere nel pensiero di Mario Monti il più totale disprezzo della rete internet come mezzo di diffusione democratico di idee ed opinioni e che sia fuori luogo e inopportuno abbassarsi a registrare il dominio mariomonti.it come hanno fatto altri politici, quando lui ha la sua biografia tracciata sul più esclusivo unibocconi.it.
Insomma un aspetto che ci lascia perplessi, perchè se il dominio non fosse stato registrato per semplice distrazione, significa che l’Italia è messa male e si affida a un economista che non conosce le regole elementari della comunicazione informatica.
Silvio Berlusconi sale al Quirinale per rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio, sia presso la sua residenza privata di Palazzo Grazioli, sia presso la sede del Presidente della Repubblica, si sono riuniti molti contestatori che al grido di “buffone buffone” accompagnano il leader del PDL verso la fine del proprio Governo.
Come vi avevamo anticipato il candidato premier è il Prof. Mario Monti, da pochi giorni Senatore a vita, che dopo aver incontrato il Presidente della Repubblica, ha incontrato i vertici dei principali partiti ottenendo il via libera da parte di PD e UDC, il “SI condizionato” del PDL e IDV e il “NO secco” della Lega.
Il futuro governo dovrà fare un lavoro enorme, così si espresso il Prof. Monti, senza indicare quali saranno i primi provvedimenti che intende adottare. Quindi proviamo a darvi delle indicazioni, pur sapendo che si tratta di mere speculazioni.
L’imposta patrimoniale sui beni, mobili e immobili, degli italiani. Non siamo in grado di indicare quanti miliardi possa portare alle casse dello Stato e nemmeno indicare quale patrimonio minimo sarà tassato, però è quasi certo che questa sarà una delle prime mosse che verrà effettuata per garantirsi il bene stare delle parti sociali e dei sindacati su una minor rigidità nella mobilità dei lavoratori per dare fiato alle aziende italiane che sono ormai letteralmente in ginocchio.
Il secondo punto che affronterà il nuovo esecutivo è la riforma delle pensioni come richiesto dall’Unione Europea e quindi un ulteriore innalzamento dell’età pensionabile, aspetto che porta il movimento politico Lega Nord all’opposizione poichè ha fatto dell’intoccabilità delle pensioni il suo cavallo di battaglia.
Le critiche, poche per la verità, che vengono portate al futuro candidato premier sono due, in primo luogo che si tratta di un uomo di Goldman Sachs, la principale banca americana, e quindi un uomo del “sistema” che ci ha portato all’attuale crisi che vede governi, banche e grandi imprese fortemente indebitate, incapaci di mantenere la crescita economica a cui eravamo in un certo senso abituati.
E quindi per coprire i propri debiti banche e grandi corporation “l’uomo di Goldman Sachs” si accingerebbe a mettere le mani nelle tasche degli italiani per coprire la propria sciagurata economia.
La seconda critica che gli viene mossa è che non è stato eletto democraticamente e quindi si chiede a gran voce elezioni anticipate ben sapendo, o forse con peccaminosa ignoranza, che sarebbe devastante per l’economia del paese.
Insomma dopo la caduta dei leader nordafricani, il vento sahariano ha spodestato, seppur in maniera molto soft, il governo italiano, incapace di aver dato all’Italia uno slancio economico che nell’attuale crisi internazionale era impossibile da ottenere, quello che ci pare assurdo è che la sinistra italiana inneggia al prossimo Presidente del consiglio, pur sapendo che le azioni politiche che verranno prese andranno a colpire, direttamente e indirettamente, anche chi non ha grandi redditi.
C’è però un aspetto positivo per la nostra nazione, da come si sono mossi i mercati, Monti gode della fiducia internazionale e quindi della fiducia degli investitori istituzionali e non, fiducia che era venuta meno a Silvio Berlusconi per tanti, e probabilmente ben noti, motivi.
La situazione economica italiana peggiora ogni giorno di più e la credibilità internazionale dell’attuale governo Berlusconi è praticamente a zero, nonostante le parole spese dai leader di Stati Uniti, Germania e Francia durante il G20 di Cannes.
In un’intervista a Fabio Fazio (presentatore della televisione italiana) il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha dichiararato: «La maggioranza non c’è più. Se il governo cade, meglio le elezioni, si potrebbe votare anche a Gennaio».
Ma tutto fa pensare che si cercherà di dare mandato a un governo tecnico del Presidente che possa risanare con misure anche aspre e poco popolari le casse dello Stato italiano.
Voci di corridoio mettono in pole position il Prof. Mario Monti che sarebbe appoggiato anche da Romano Prodi e dal centro sinistra.
Biografia di Mario Monti (fonte Wikipedia)
Nel 1965 consegue la laurea in economia presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano. Successivamente si è specializzato all’Università di Yale, negli Stati Uniti, studiando con James Tobin, Premio Nobel per l’economia.
Nel 1970 inizia ad insegnare presso l’Università degli studi di Torino, che lascia nel 1985 per diventare professore di Economia politica presso l’Università Bocconi di Milano, dove diventa direttore dell’Istituto di Economia Politica.
Sempre alla Bocconi assume la carica di rettore (1989-1994) e successivamente quella di presidente (1994), alla morte di Giovanni Spadolini.
Uno dei risultati più importanti della sua attività di ricerca è il modello di Klein-Monti che descrive il comportamento di una banca in regime di monopolio.
È stato per lungo tempo un alto funzionario dello stato e la sua competenza ed il rispetto che si è saputo guadagnare sia in ambito nazionale che internazionale hanno fatto sì che il suo nome sia stato più volte indicato per ministeri in ambito economico sia per governi di centro destra che di centro sinistra. La sua figura di “tecnico” ha spinto qualcuno [2] ad indicarlo come una delle rarissime persone che potrebbero addirittura fare il Presidente del Consiglio con entrambi gli schieramenti.
Monti è stato segnalato per la nomina a commissario europeo nel 1994 dal governo Berlusconi I come candidato indipendente, assieme ad Emma Bonino. Jacques Santer, presidente della commissione, gli ha assegnato le deleghe a Mercato Interno, Servizi Finanziari e Integrazione Finanziaria, Fiscalità ed Unione Doganale.
Nel 1999 Monti viene riconfermato dal governo D’Alema I per la Commissione Prodi, e riceve la delega alla Concorrenza. Sotto la sua guida la Commissione Europea ha approfondito il ruolo di controllo della concorrenza, inaugurando il procedimento contro la Microsoft (tuttora in corso) e bloccando la proposta di fusione tra General Electric e Honeywell nel 2001, considerata contraria alle normative antitrust.
Nel 2004 il governo Berlusconi II ha deciso di non appoggiare la sua rinomina per la commissione Barroso, preferendogli Rocco Buttiglione (successivamente sostituito da Franco Frattini dopo il rigetto della candidatura di Buttiglione da parte del Parlamento Europeo).
Monti mantiene tuttora la carica di preside dell’Università Bocconi, è stato il primo presidente del Bruegel, un think-tank, nato a Bruxelles nel 2005, composto e finanziato da 16 Stati membri e 28 multinazionali, è inoltre presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg e dal 2005 è International Advisor per Goldman Sachs.
Nel 2010, su incarico del Presidente della Commissione Europea Barroso, ha redatto un libro bianco (Rapporto sul futuro del mercato unico) contenente misure per il completamento del mercato unico europeo.
Il 15 settembre 2010, Monti ha dato il suo appoggio all’iniziativa del gruppo Spinelli, fondato per rilanciare la spinta federalista nell’Unione Europea. Assieme a lui, hanno dichiarato il proprio supporto Jacques Delors, Daniel Cohn-Bendit, Guy Verhofstadt, Andrew Duff, Elmar Brok.
Il 2 settembre 2011 Monti ha dichiarato la propria disponibilità riguardo ad un impegno in prima persona per salvare dall’impasse la politica italiana, dicendosi pronto ad una eventuale chiamata del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell’ottica di formare un governo tecnico di transizione nel dopo-governo Berlusconi. Presumibilmente per un semestre ed in preparazione di nuove elezioni politiche anticipate da tenersi nella primavera 2012.
Si e’ vero l’acqua andrebbe gestita dallo Stato, ma gestire l’acqua è un’impresa e la maggior parte delle imprese che lo Stato italiano ha gestito si e’ rivelata inefficiente, sprecona e ha portato il debito pubblico a livelli insostenibili. Quindi o cominciamo a pagare il trasporto di acqua, badando a non sprecarne, oppure lo pagheranno i nostri figli e i nostri nipoti